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Tante sono le anime di
Rimini a partire da quella
romana che si ritrova nei monumenti simbolo della città: il celebre
Arco di Augusto, eretto nel 27 a.C. in onore dell’imperatore, un tempo inserito nella cinta muraria della città, ora si presenta isolato in seguito alla demolizione dei corpi adiacenti avvenuta negli anni ’30.
Altro simbolo dell’epoca romana è il
Ponte di Tiberio dalle grandi arcate in pietra d’Istria, che segna l’inizio della via Emilia. Cominciata la costruzione sotto Augusto nel 14 d.C. e terminata da Tiberio nel 21 d.C. è sopravvissuto alle tante vicende, dai terremoti alle piene del fiume, dall’attacco inferto nel 551 da Narsete, durante la guerra fra Goti e Bizantini e dal tentativo di minarlo da parte dei Tedeschi in ritirata. Non ultimo l’
Anfiteatro Romano risalente al II sec. d.C. come attesta una moneta dell'imperatore Adriano ritrovata in una delle murature. Di quello che fu uno dei maggiori anfiteatri dell’Emilia romana, oggi sono rimaste e riconoscibili solo alcune parti: i muri dell'arena, uno degli ingressi principali e qualche accesso alle balconate.
L’epoca
medievale, è testimoniata in Rimini dalle numerose chiese e i tanti affreschi della scuola giottesca del ‘300. Il simbolo per eccellenza del periodo è
Castel Sismondo detto anche
Rocca Malatestiana, palazzo dei Malatesta, residenza-fortezza del signore di Rimini dal 1432 al 1468, egli stesso architetto ed ideatore dell’intero progetto. Oggi non resta che il nucleo centrale della costruzione originaria. Il portale d'ingresso è tuttora sormontato da un'iscrizione e dallo stemma con l'elefante, la rosa e la scacchiera, simboli della Famiglia. Diventa proprietà pontificia, dal XVII secolo e subì profonde modifiche fino a divenire carcere dal XIX secolo fino al 1967. Oggi è sede prestigiosa di eventi culturali d’alto livello.
E’ splendida la
Rimini rinascimentale simboleggiata dal
Tempio Malatestiano, duomo, chiesa cattedrale della città. Fu commissionato da Sigismondo Malatesta a Leon Battista Alberti con l’intento di rappresentare un’arca che celebrasse la memoria e le glorie della sua famiglia. L’opera rimase incompiuta alla morte del signore di Rimini ma è rimasto un esempio significativo dell’architettura del periodo e contiene all’interno opere inestimabili che tutte esaltano e identificano la personalità di Sigismondo come: il crocefisso di Giotto (già nella chiesa di San Francesco che sorgeva nello stesso luogo nel XIII secolo), l’affresco di Piero della Francesca che ritrae proprio il Malatesta e ancora L’Arca degli Antenati e dei Discendenti, opera di Agostino di Duccio.
Tutta la cultura della città si ritrova nelle istituzioni che conservano patrimoni di valore quali: il
Museo della Città che dal 1990 ha sede nel settecentesco Collegio dei Gesuiti, e si compone di più di 40 sale in cui sono distribuite circa 1500 opere, testimonianze del patrimonio locale raccolte da scavi, chiese ed edifici cittadini, a partire dal XVI secolo.
Poi ancora il
Museo degli Sguardi, il
Museo Nazionale del Motociclo e il
Museo Fellini dedicato al celebre regista che nacque a Rimini nel 1920. La Fondazione Fellini e la famiglia del regista, sono i creatori di quest’angolo di studio e celebrazione. Il museo si trova al piano terra della casa di famiglia e rende accessibili a tutti i materiali dell’archivio della Fondazione: disegni, costumi, elementi scenografici, bozzetti, foto. L’artista trovò nella città di Rimini, molti spunti per i suoi film più famosi, il Borgo San Giuliano, quartiere di marinai e pescatori e il Grand Hotel appartengono entrambi all’immaginario felliniano.